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La Pronto Green nasce nel 1960 a Ponte San Giovanni (PG), iniziando la propria attività con la surgelazione dei soli prodotti vegetali (ad esempio fagiolini, spinaci, minestrone, peperoni arrostiti, carciofi) da cui deriva appunto il nome "Green".

Il fondatore di questa, per allora, nuovissima attività fu Bruno Colli che già da alcuni anni (1955) sperimentava la conservazione, attraverso il freddo, dei più svariati prodotti utilizzando inizialmente la cella del ghiaccio di un normale frigorifero proveniente dagli U.S.A. ed in seguito un frigorifero per gelati già diffusi in quell'epoca.
Agli inizi le difficoltà furono molteplici: in primo luogo, tutti i macchinari indispensabili per le prime produzioni, dovettero essere costruiti dallo stesso Bruno Colli, presso la sua avviata officina specializzata in carpenteria metallica; quindi fu indispensabile la realizzazione di un primo tunnel di surgelazione, ancora non esistente in commercio e, sempre con grandi difficoltà, la costruzione di celle frigorifere per il mantenimento dei prodotti a -20°C.
Dopo la realizzazione dei primi prodotti i problemi sorsero sul fronte della commercializzazione, dato che si trattava di alimenti completamente nuovi e pressoché sconosciuti; per poter superare le titubanze dei commercianti, Bruno Colli fu costretto ad acquistare una grossa partita di congelatori e darli in uso gratuito, per poter iniziare le vendite. Questo fu il periodo più critico e soltanto per la caparbietà del suo fondatore, la Pronto Green riuscì a sopravvivere, ampliando man mano la gamma dei prodotti, e guadagnandosi la fiducia sia dei rivenditori che dei consumatori.

Intorno al 1967-1968 i figli maggiori, Piero e Paolo, furono coinvolti in questa impresa coadiuvando il padre nei molteplici impegni che l'azienda richiedeva.

Nel 1969 iniziò la produzione di piatti pronti surgelati, che ancora oggi sono uno dei punti qualificanti dell'azienda. Per diversi anni fu prodotta una vasta gamma di piatti monoporzioni per mense aziendali; furono serviti migliaia di pasti giornalieri presso importanti aziende, in particolare del nord (Calze Malerba, Cotonificio Cantoni, Lechler Vernici, Sordelli, Braghenti, ecc.) e qui in Umbria l'Università e l'Istituto per Chimici. Anche in questo caso Bruno Colli fu costretto a costruire, poiché non esistenti, speciali grandi forni per il rinvenimento dei piatti stessi.

Verso la metà degli anni '70 l'azienda ha cercato di ampliare ulteriormente la gamma dei prodotti destinati a negozi e supermercati e, attraverso un'attenta politica di marketing, basata soprattutto sulla costruzione di una nuova immagine, riusci a competere sui mercati nazionali ed internazionali, dove erano ormai presenti molte aziende concorrenti.

Logicamente tutto ciò comportò un notevole sforzo finanziario, per l'acquisizione di mezzi frigoriferi necessari per la distribuzione, ed anche per un primo ampliamento dello stabilimento, con la costruzione di nuove celle frigorifere.
Non senza difficoltà, principalmente di ordine commerciale, l'azienda proseguì con grande tenacia, cercando di non perdere il passo con i tempi.

Nei primi anni '80 fu necessaria la costruzione di un nuovo impianto frigorifero e furono realizzate due grosse celle per un volume di circa 8.000 metri cubi per lo stoccaggio della merce. Questo ampliamento fu necessario per la continua espansione delle vendite. C'è da mettere anche in evidenza che lo stabilimento della Pronto Green è stato uno dei primi (1982) ad avere ottenuto il riconoscimento CEE, risultando quindi già da tempo conforme alle più avanzate disposizioni igienico-sanitarie della Comunità Europea, e per questo idoneo ad esportare i propri prodotti in tutta Europa.

Dopo alcuni anni anche il terzo figlio di Bruno Colli, Eros, entrò in azienda, assumendo un ruolo chiave, quale quello di responsabile del sistema informativo.

L'azienda ha sempre posto molta attenzione alle nuove tecnologie, sia di produzione che di confezionamento, tanto che nei primi anni '90 è stato fatto un notevole investimento su una nuova confezionatrice automatica per vassoi sottovuoto, chiamato effetto Skin, con il risultato di ottenere un confezionamento decisamente più attraente.

 

Nel 1995, grazie all'acquisto di nuovi macchinari, è stata ulteriormente ampliata la gamma dei piatti pronti surgelati e migliorato il packaging, sostituendo le vaschette in alluminio con piatti in cartone di pura cellulosa, adatti anche al rinvenimento a microonde, e resistenti al riscaldamento fino a 240°C.

Sempre nel 1995, dopo aver individuato uno stabilimento già esistente in via Torricelli, 13 a Ponte San Giovanni, si è provveduto prima all'acquisto, e dopo diversi adeguamenti, allo spostamento della sede legale amministrativa, nonché di quella commerciale.

Dal 2000 è entrata in azienda anche la terza generazione della famiglia Colli: prima Riccardo, poi Massimo ed infine Elena, hanno preso contatto con la realtà della Pronto Green, occupando diverse posizioni ed accumulando esperienza che risulterà utile in futuro.